sabato 5 luglio 2014

IX Edizione del Festival La violenza illustrata

Care/i tutte/i che avete collaborato alle varie edizioni del Festival,

grazie a voi e al vostro impegno il Festival lo scorso anno ha raggiunto in pieno l’obiettivo che si era prefissato nel 2006, quando – su impulso delle ideatrici Chiara Cretella, Anna Pramstrahler ed Elena de Concini – la Casa delle donne decise di celebrare annualmente e in forma coordinata il 25 Novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Avevamo l’obiettivo di raggiungere un pubblico ampio, fatto di singole e singoli, di associazioni e istituzioni. Volevamo informare, creare cambiamento e prevenzione, usando strumenti e linguaggi diversi, dall’arte al dibattito, per mostrare la violenza maschile contro le donne, evitando immagini cruente perché è assodato che la violenza genera emulazione. Esiste per fortuna un modo corretto – e il Festival in questi anni l’ha dimostrato – per parlare della discriminazione e dell’abuso, della violenza e del sessismo senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che ledono ancora una volta il corpo delle donne. Il Festival è stato un vero e proprio catalizzatore, un contenitore, e soprattutto un promotore di tutte le iniziative presenti sul territorio di Bologna e provincia legate alla tematica comune della violenza contro le donne.

L’edizione 2013 del Festival è arrivata a riunire ben 74 eventi, seguiti da più di 4.000 persone, organizzati da più di 100 soggetti diversi. Governare questo cartellone di eventi è stato uno sforzo superiore alle nostre risorse e ci siamo poste più di un interrogativo sul futuro del Festival.
La Casa ha scelto di continuare e di farlo con una formula diversa che ci consenta di non implodere. Prevediamo un numero inferiore di eventi da definirsi entro luglio e di dare continuità alle tante collaborazioni attive con la disponibilità a portare un nostro contributo anche ad eventi fuori dal programma, qualora venga richiesto.
    
Siamo consapevoli che la strada è ancora molto lunga per giungere alla sconfitta della violenza maschile contro le donne, ma sappiamo che, grazie al supporto e all’attività di sensibilizzazione che avete fatto in questi anni insieme alla Casa, grandi passi in avanti sono stati fatti per diffondere la cultura del rispetto e della non violenza. Ci auguriamo che lo spirito di contaminazione del Festival raggiunga tanti altri contesti e vi diamo appuntamento  alle iniziative della IX edizione.

La Casa delle donne


martedì 17 dicembre 2013

GRAZIE!

La Casa delle donne per non subire violenza Onlus vuole esprimere uno speciale ringraziamento a tutte le associazioni, enti e a tutti/e i/le partecipanti per la preziosa collaborazione alla ottava edizione 
del Festival La Violenza Illustrata Giustizia violata.

Un sentito ringraziamento a tutti i sostenitori che hanno permesso la concreta realizzazione delle iniziative.
 Un grazie di cuore a tutte le volontarie e artiste/i che hanno reso possibile il Festival.

L’ottava edizione del Festival - Giustizia violata, ha proposto oltre 74 iniziative culturali a cui hanno preso parte oltre 
3500 persone.

Grazie da tutte noi della Casa delle donne




martedì 10 dicembre 2013

Effetto Medusa. Iconografie della violenza di genere tra arte e immaginario

Chiara Cretella, Effetto Medusa. Iconografie della violenza di genere tra arte e immaginario, Bologna, Fausto Lupetti Editore, 2013, pp. 128, € 12,00

“La violenza come memoria culturale è una delle grandi narrazioni che strutturano i rapporti di genere”, questo si legge nella quarta di copertina di uno dei più originali e necessari studi compiuti su questo tema, frutto del lavoro di Chiara Cretella, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna con un progetto di studi sui gender studies, con particolare riferimento alla violenza contro le donne e sul tema del femicidio. Ha lavorato inoltre per la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, per cui ha ideato e diretto sei edizioni del Festival “La violenza illustrata”.

Poetessa e scrittrice, dopo la sua personale formazione di laureata al Dams, Chiara Cretella ha affrontato le rappresentazioni del perturbante nell’arte e nella letteratura. In questo testo l’autrice distilla una rassegna dettagliata e pluridisciplinare di raffigurazioni della violenza sulle donne, che attraversa i secoli e trova le sue radici fondative nei miti dell’antichità e nelle rappresentazioni pittoriche che gli artisti di ogni epoca ne hanno dato, fino alle immagini pubblicitarie e cinematografiche dell’oggi, intessendo un filo rosso ininterrotto nei secoli che sembra legittimare l’esistenza della violenza sulle donne come dato irrinunciabilmente estetico.

Sono più di 200 le illustrazioni di opere d’arte classiche, moderne e pubblicitarie che accompagnano le dense pagine saggistiche, che vanno dalla storia e dalle legislazioni della violenza contro le donne fino alle anatomie estetiche del corpo femminile nelle cere del ’700, dalle vere e proprie mitografie della violenza, a cominciare dal ratto delle Sabine che spiega l’assoggettamento dei popoli italici, al mito di Lucrezia, fondativo della civiltà romana, dove il corpo della donna è, a tutti gli effetti, il corpo della casa e della nazione, per cui violentare la donna è appropriarsi del territorio del nemico e la guerra diviene metafora planetaria dello stupro.

Così si risale al ratto d’Europa, ai congiungimenti di Giove con uomini, donne, bambini e divinità, che presuppongono sempre l’inganno o la violenza, fino allo sguardo di Medusa, mortifero per chi non sa riconoscere l’alterità dell’altro e ne teme i poteri, ai quadri di Artemisia Gentileschi che, nelle sue Giuditte e Susanne, mette in scena “protagoniste vendicative e coraggiose della storia universale”.

Accanto a numerosi esempi di eroine greche e romane, Cretella indaga l’apparizione di figure femminili altre, come le Amazzoni, le Erinni, le streghe e le dark ladies, o le figure della diversità perturbante, come Ermafrodito, chiedendosi quale sia il vero desiderio femminile e quale invece la proiezione che ne opera l’immaginario maschile: “La donna guerriera, la maliarda e la strega, la seduttrice e la padrona sono spesso fantasmi del maschile, creati ad uso e consumo di inconfessabili paure di castrazione. Declinate molte volte su modelli militari virili, le amazzoni e le guerriere sono costrette a travestimenti, mutilazioni, a ricorrere ad armi e protesi, ad abdicare insomma ad ogni specificità femminile per dare conto di una forza che possa competere con quella dell’uomo”.

Ma allora, qual è la vera donna, verrebbe da chiedersi, se a lei è stata concessa nei secoli dal potere patriarcale la possibilità di resistere a queste rappresentazioni altre di sé solo con il suicidio e con “lo splendore dei martiri”? Qual è e come è agita e messa in parola la vera “forza delle donne”?

Solo ora le donne stanno riprendendo la propria voce e la possibilità di “dirsi”, dando visibilità alla loro specificità, certo a partire da un non esserci, da un essere state “dette” da altri.

Ma la forza della parola delle donne è proprio in questo indicibile che solo ora, dalla lontananza dei secoli e dei miti fondativi di civiltà, accade, con la potenza tellurica di un rivolgimento planetario. Ci vorranno altri secoli per compiere questo processo appena avviato ma inarrestabile. Ci vorrà il concorso di tutte le donne del mondo e la diffusione di una cultura planetaria rispettosa di ogni differenza. Un libro da tenere accanto a sé e rileggere sempre.



Loredana Magazzeni

lunedì 2 dicembre 2013

Effetto Medusa. Iconografie della violenza di genere tra arte e immaginario

Mercoledì 4 dicembre, ore 17,30
Libreria delle Moline
Via delle Moline, 3 - Bologna

Effetto Medusa. Iconografie della violenza di genere tra arte e immaginario.
Lupetti, Bologna, 2013. Presentazione del libro con l' autrice Chiara Cretella.

Mostra: No more, a cura di Patrizia Pulga

9 novembre - 30 novembre 2013  
Quadriportico della Biblioteca Archiginnasio
Piazza Galvani 1, Bologna